La sfida
Scalapay aveva inizialmente adattato Pipedrive, il proprio CRM commerciale, anche alla gestione del recupero crediti. Il sistema permetteva di gestire il processo, ma con la crescita dei volumi erano emersi limiti sempre più evidenti. La struttura dei dati rendeva difficili alcune automazioni e limitava la possibilità di costruire statistiche affidabili sul recupero. Anche il lavoro quotidiano degli operatori era penalizzato da una UX non progettata per la collection: la mailbox seguiva una logica LIFO, mentre il team aveva bisogno di lavorare in ordine FIFO.
Il problema, quindi, non era semplicemente trovare uno strumento più comodo. Scalapay aveva bisogno di un'infrastruttura capace di gestire una quantità di credito molto maggiore, automatizzare il lavoro ripetitivo e mantenere la qualità operativa anche all'aumentare dei volumi.